Quando si verifica un infortunio in azienda, sapere chi deve intervenire nei primi minuti può fare una differenza concreta. Gli addetti al primo soccorso non vengono scelti dal medico competente né dal rappresentante dei lavoratori, ma sono designati dal datore di lavoro, secondo l’organizzazione e i rischi presenti. La scelta deve essere accompagnata da formazione, attrezzature adeguate e una copertura reale di turni, sedi e cantieri.
La designazione nasce dall’organizzazione concreta dell’azienda
- Datore di lavoro: è il soggetto che designa preventivamente gli addetti.
- Dirigente: può occuparsene nell’ambito dei poteri e delle attribuzioni ricevute.
- RLS: viene consultato, ma non decide né approva i nominativi.
- Numero degli addetti: deve essere sufficiente per lavoratori, turni, sedi e rischi.
- Formazione: dura 16 ore per il gruppo A e 12 ore per i gruppi B e C.
Chi designa formalmente gli addetti al primo soccorso
La risposta è netta: la designazione spetta al datore di lavoro. L’articolo 18 del D.Lgs. 81/2008 gli impone di individuare preventivamente i lavoratori incaricati del primo soccorso e, più in generale, della gestione delle emergenze.
In aziende strutturate, un dirigente con effettivi poteri organizzativi e gestionali può procedere alla designazione nell’ambito delle proprie competenze. Non cambia però il principio di fondo: la scelta deve essere inserita in un sistema di sicurezza organizzato e non può essere lasciata informalmente a un collega o a un consulente esterno.
Il datore di lavoro può scegliere uno o più dipendenti, valutando la presenza effettiva sul luogo di lavoro. Non è sufficiente nominare la persona più esperta in teoria se lavora sempre in trasferta, opera in un altro stabilimento o non è presente durante i turni più esposti.
Il Ministero del Lavoro chiarisce che gli addetti devono ricevere formazione idonea, avere a disposizione mezzi adeguati e non possono rifiutare l’incarico senza un giustificato motivo. La designazione, quindi, non coincide con una semplice comunicazione verbale fatta durante una riunione.
Qual è il ruolo di RLS, RSPP e medico competente
Uno degli errori più frequenti consiste nel confondere chi collabora alla scelta con chi ha il potere di designare. Il RLS, cioè il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, deve essere consultato sulla designazione degli addetti, ma non nomina il personale e non deve necessariamente approvare i nominativi.
La consultazione serve a raccogliere osservazioni utili. Per esempio, il RLS può segnalare che una persona designata è spesso assente, che un reparto resta scoperto nelle ore notturne o che un cantiere presenta rischi particolari non considerati.
Il RSPP collabora alla valutazione dei rischi e può proporre criteri organizzativi, ma non sostituisce il datore di lavoro nella designazione. Lo stesso vale per il medico competente, quando è previsto. Quest’ultimo può essere coinvolto nella classificazione dell’attività e nell’analisi dei rischi sanitari, ma non è il soggetto che nomina gli addetti.
Io considero questa distinzione essenziale soprattutto nelle piccole imprese, dove i ruoli tendono a sovrapporsi. Un consulente può predisporre il modulo e suggerire i nominativi, ma la responsabilità della decisione resta all’azienda.
Come scegliere le persone e quanti addetti servono
La normativa non stabilisce un rapporto fisso, come un addetto ogni dieci lavoratori. Il numero deve essere adeguato alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda e ai fattori di rischio.
Per effettuare una scelta sensata, conviene verificare almeno questi elementi:
- presenza degli addetti durante tutti i turni;
- distribuzione tra reparti, piani, sedi e aree operative;
- assenze prevedibili per ferie, malattia o trasferte;
- rischi specifici legati a macchinari, sostanze, lavori in quota o cantieri;
- possibilità di raggiungere rapidamente il luogo dell’emergenza;
- capacità di comunicare con il 112 e con i responsabili aziendali.
In una piccola officina con cinque lavoratori può essere prudente designare più di una persona, anche se tutti lavorano normalmente nello stesso ambiente. In un’impresa con più turni, invece, un solo addetto formalmente nominato quasi sempre lascia scoperta una parte della giornata.
| Situazione aziendale | Scelta organizzativa consigliata | Perché è importante |
|---|---|---|
| Un solo reparto e orario fisso | Uno o più addetti sempre presenti | Evita l’assenza del referente durante pause o sostituzioni |
| Turni o lavoro notturno | Almeno un addetto per ogni turno | Garantisce continuità nella copertura |
| Più sedi o stabilimenti | Addetti individuati in ogni sede | Riduce i tempi di intervento e le dipendenze dalla sede centrale |
| Cantiere temporaneo | Addetti presenti nell’organico operativo del cantiere | Permette di intervenire anche lontano dalla sede dell’impresa |
La scelta dovrebbe essere formalizzata per iscritto, indicando nominativo, luogo di lavoro, data della designazione e stato della formazione. La legge non impone un unico modello di lettera, ma una documentazione chiara rende più semplice dimostrare che l’organizzazione è stata realmente pianificata.
Quali formazione e attrezzature devono essere garantite
Il lavoratore designato non deve diventare un medico. Il suo compito è riconoscere l’emergenza, proteggere la scena, attivare i soccorsi e svolgere le manovre di primo intervento previste dalla formazione, senza sostituirsi al personale sanitario.
Il D.M. 388/2003 distingue le aziende in tre gruppi. La formazione iniziale prevede normalmente:
| Gruppo | Durata del corso | Caratteristiche generali |
|---|---|---|
| Gruppo A | 16 ore | Attività con rischi elevati o particolari condizioni previste dal decreto |
| Gruppo B | 12 ore | Aziende con almeno tre lavoratori non comprese nel gruppo A |
| Gruppo C | 12 ore | Aziende con meno di tre lavoratori non comprese nel gruppo A |
La parte pratica non è un dettaglio. L’aggiornamento deve essere svolto con cadenza triennale almeno per le capacità operative, così l’addetto non si trova a gestire un’emergenza dopo anni dall’ultimo esercizio.
Il datore di lavoro deve inoltre garantire la disponibilità di cassetta di pronto soccorso o pacchetto di medicazione, mezzi di comunicazione e indicazioni facilmente accessibili. Se è presente un defibrillatore, gli addetti devono sapere dove si trova e come attivare la procedura aziendale, nel rispetto della formazione ricevuta.
Secondo INAIL, un sistema efficace comprende anche procedure per riconoscere l’emergenza, allertare i soccorsi e assistere l’infortunato fino al loro arrivo. In pratica, una cassetta completa ma difficile da raggiungere vale poco se nessuno sa chi deve chiamare il 112 o accompagnare i soccorritori sul posto.

Cosa cambia in cantiere, nei turni e nelle aziende con più sedi
Nel settore edile la designazione richiede particolare attenzione perché il luogo di lavoro può cambiare rapidamente. L’addetto deve essere presente nel cantiere effettivamente operativo, conoscere gli accessi, la viabilità interna, la posizione della cassetta e il punto in cui attendere l’ambulanza.
Ogni impresa deve organizzare il primo soccorso per i propri lavoratori, coordinandosi con le altre imprese quando il cantiere è condiviso. I nominativi e le modalità operative devono essere coerenti con la documentazione di sicurezza applicabile, compreso il POS quando previsto.
La stessa logica vale per stabilimenti distanti, magazzini e filiali. Un addetto della sede amministrativa non può garantire automaticamente la copertura di un deposito situato a diversi chilometri di distanza. In questi casi servono referenti locali, procedure di comunicazione e sostituti.
Quando cambia l’organico, termina un rapporto di lavoro o si modifica il layout aziendale, la designazione va verificata. Lasciare in bacheca il nome di una persona che non lavora più lì è uno degli indicatori più evidenti di un sistema solo formale.
La verifica finale per evitare una nomina solo sulla carta
Per controllare rapidamente se l’organizzazione è realmente efficace, suggerisco di verificare quattro punti. Esiste una designazione aggiornata? L’addetto è formato e presente quando serve? Le attrezzature sono accessibili e controllate? Tutti i lavoratori sanno come contattarlo e come chiamare i soccorsi?
Se una sola risposta è negativa, la designazione non è ancora sufficiente. Il datore di lavoro deve correggere l’organizzazione considerando turni, assenze, rischi e distribuzione degli spazi.
In sintesi, gli addetti al primo soccorso sono scelti e designati dal datore di lavoro, con il coinvolgimento consultivo dell’RLS e il supporto tecnico delle altre figure della prevenzione. La qualità della scelta non dipende dal numero scritto su un documento, ma dalla possibilità concreta di trovare una persona formata, equipaggiata e pronta a intervenire nel momento giusto.