Un intervento su un quadro elettrico, una manutenzione in cantiere o uno scavo vicino a un cavo può trasformarsi rapidamente in un rischio grave se chi opera non possiede competenze adeguate. Le qualifiche PES e PAV servono proprio a stabilire chi può lavorare sugli impianti elettrici, con quale autonomia e quali misure di sicurezza devono essere applicate. In questa guida chiarisco il significato delle sigle, le differenze operative, la formazione richiesta e gli errori che più spesso compromettono la sicurezza.
Le qualifiche elettriche si misurano in competenze e responsabilità
- PES indica la persona esperta in ambito elettrico, capace di analizzare i rischi e organizzare il lavoro.
- PAV identifica la persona avvertita, formata per riconoscere e prevenire i pericoli elettrici secondo le indicazioni ricevute.
- PEI è la persona idonea a svolgere lavori sotto tensione in bassa tensione, con autorizzazione formale del datore di lavoro.
- La qualifica non nasce dal solo attestato del corso, ma dalla combinazione di formazione, esperienza, capacità operative e valutazione aziendale.
- Dal novembre 2025 il riferimento tecnico aggiornato è la CEI 11-27:2025, da coordinare con il D.Lgs. 81/2008 e con le procedure interne.
Cosa significano davvero PES e PAV
PESsignifica Persona Esperta in ambito elettrico. È il lavoratore che possiede istruzione, conoscenze tecniche ed esperienza sufficienti per valutare il rischio elettrico, scegliere le misure di prevenzione e intervenire senza esporsi a pericoli evitabili.
La sigla PAV indica invece la Persona Avvertita. Si tratta di un lavoratore adeguatamente informato e formato da persone esperte, in grado di riconoscere i pericoli dell’elettricità e di operare seguendo procedure precise. Non è necessariamente privo di autonomia, ma il livello di responsabilità e di esperienza è diverso da quello di una PES.
Io considero questa distinzione molto utile perché evita un equivoco frequente. PES e PAV non sono semplici “patentini” che autorizzano qualsiasi intervento elettrico. Sono profili professionali collegati alle competenze reali della persona e al tipo di attività che l’azienda le affida.
Esiste poi la figura della PEI, Persona Idonea ai lavori sotto tensione in bassa tensione. L’idoneità è attribuita formalmente dal datore di lavoro dopo aver verificato formazione, esperienza, comportamento professionale e capacità di operare in sicurezza. Un corso, da solo, non equivale automaticamente a questa autorizzazione.
Quando servono queste qualifiche in cantiere
La CEI 11-27 si applica ai lavori sugli impianti elettrici e alle attività svolte nelle loro vicinanze. Il campo è quindi più ampio del classico intervento dell’elettricista. Può riguardare anche manutentori, installatori, tecnici di automazione, imprese edili e operatori che lavorano vicino a linee aeree o cavi interrati.
Un muratore che fora una parete con una linea incassata, un escavatorista che opera vicino a un cavo sotterraneo e un installatore che lavora accanto a un quadro aperto possono trovarsi in una zona con rischio elettrico, anche se il loro mestiere principale non è elettrico.
| Situazione operativa | Figura normalmente necessaria | Misura essenziale |
|---|---|---|
| Lavoro lontano da parti attive e senza rischio elettrico | PEC, persona comune, se adeguatamente istruita sui rischi generali | Delimitazione dell’area e rispetto delle procedure di cantiere |
| Lavoro non elettrico in prossimità di parti attive | PES o PAV, oppure PEC sotto supervisione o sorveglianza | Distanze di sicurezza, barriere e controllo dell’attività |
| Lavoro elettrico fuori tensione | PES o PAV secondo complessità e organizzazione aziendale | Messa fuori tensione, verifica dell’assenza di tensione e messa in sicurezza |
| Lavoro sotto tensione in bassa tensione | PES o PAV con idoneità PEI | Procedure specifiche, DPI e attrezzature idonee |
Le distanze non si decidono “a occhio”. Dipendono dal livello di tensione, dalla configurazione dell’impianto, dalle parti attive accessibili e dal tipo di attività. Nei cantieri, il coordinamento con il DVR, il POS e le procedure di lavoro è decisivo per evitare che una qualifica corretta venga applicata in modo sbagliato.
Quali lavori può svolgere ogni figura
Il ruolo della PES
La PES può analizzare il rischio elettrico, predisporre o verificare una procedura, organizzare il lavoro e stabilire quali protezioni adottare. Può inoltre svolgere attività di supervisione, cioè preparare le condizioni affinché gli altri operatori lavorino senza ulteriori controlli continui.
In un intervento su un quadro in bassa tensione, per esempio, la PES può identificare il circuito interessato, definire la sequenza di sezionamento, verificare l’assenza di tensione e assegnare i compiti alla squadra. La sua competenza non consiste soltanto nel “saper usare un tester”, ma nel governare l’intero processo di sicurezza.
Il ruolo della PAV
La PAV può eseguire lavori elettrici e attività in prossimità degli impianti quando possiede le competenze necessarie e opera secondo procedure definite. Nei lavori più complessi può essere richiesta la supervisione di una PES; nei casi in cui una persona meno esperta rischi di compiere movimenti pericolosi può essere necessaria una sorveglianza costante.
La differenza tra supervisione e sorveglianza è pratica. La prima prepara il lavoro e le condizioni di sicurezza, mentre la seconda implica un controllo diretto e continuo durante l’attività. Confonderle è uno degli errori organizzativi più delicati, soprattutto quando si lavora in spazi ristretti o vicino a conduttori non protetti.
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Il ruolo della PEI
La PEI può operare sotto tensione in bassa tensione soltanto dopo una specifica valutazione aziendale e un’autorizzazione formale. Deve conoscere i rischi di contatto diretto, contatto indiretto e arco elettrico, oltre a procedure, attrezzi isolati, DPI e modalità di emergenza.
Per tensioni superiori a 1.000 volt in corrente alternata o a 1.500 volt in corrente continua si applicano riferimenti specifici, tra cui la CEI 11-15 per i lavori sotto tensione. Non è quindi corretto estendere automaticamente l’idoneità acquisita per la bassa tensione a impianti di media o alta tensione.
Come si ottiene la qualifica in modo corretto
Il percorso parte dalla valutazione del lavoro reale. Prima di iscrivere una persona a un corso, l’azienda dovrebbe chiedersi quali impianti gestirà, se lavorerà fuori tensione o sotto tensione, quali strumenti userà e quale esperienza possiede già.
La formazione deve comprendere almeno conoscenze tecniche, aspetti normativi, valutazione del rischio, procedure di lavoro, uso delle attrezzature e addestramento pratico. Molti corsi PES, PAV e PEI hanno una durata di 16 ore, ma questo numero non trasforma automaticamente il partecipante in una persona esperta o idonea. Contano anche contenuti, esperienza e verifica delle capacità.
- Analizzare le mansioni e i rischi presenti nel DVR.
- Verificare istruzione, esperienza e competenze tecniche del lavoratore.
- Completare la formazione teorica e l’addestramento pratico necessari.
- Valutare il comportamento professionale e la capacità di applicare le procedure.
- Attribuire per iscritto il profilo PES o PAV e, se necessario, l’idoneità PEI.
- Organizzare aggiornamenti, affiancamenti e verifiche periodiche.
La norma CEI 11-27:2025, in vigore dal novembre 2025, ha aggiornato struttura, definizioni, distanze e aspetti legati all’arco elettrico e alle emergenze. Nel 2026 è quindi prudente controllare che i materiali formativi e le procedure aziendali siano riferiti all’edizione vigente, compresi eventuali aggiornamenti applicabili.
Il datore di lavoro mantiene una responsabilità centrale. Secondo l’impostazione del D.Lgs. 81/2008, non basta conservare un attestato in archivio: occorre dimostrare che il lavoratore sia stato formato, informato, addestrato e incaricato per quel tipo di attività.
Gli errori che rendono inutile una qualifica
Il primo errore è considerare la formazione come un adempimento isolato. Un lavoratore può avere una preparazione valida, ma trovarsi comunque in condizioni non sicure se il quadro non è identificato, la procedura è incompleta o la squadra non sa chi dirige l’intervento.
- Confondere PES con PEI. Essere persona esperta non significa essere automaticamente autorizzati a lavorare sotto tensione.
- Usare una PAV senza definire quando è necessaria la supervisione di una PES.
- Affidarsi ai DPI senza eliminare prima la tensione o ridurre il rischio con misure tecniche.
- Ignorare i lavori non elettrici vicino a linee aeree, cavi interrati o impianti provvisori.
- Riutilizzare procedure vecchie senza verificare distanze, ruoli e riferimenti normativi aggiornati.
- Considerare sufficiente il corso online quando l’attività richiede capacità pratiche e addestramento sul campo.
La mia regola operativa è semplice: prima di chiedere “chi ha il corso?”, bisogna chiedere che cosa deve fare esattamente quella persona. La risposta stabilisce il livello di competenza, la necessità di supervisione, le protezioni e l’eventuale idoneità ai lavori sotto tensione.
Anche la gestione dell’emergenza merita attenzione. Una squadra deve sapere come interrompere l’alimentazione, chiamare i soccorsi, non toccare una persona ancora a contatto con una parte attiva e utilizzare i dispositivi previsti. La sicurezza elettrica non si misura solo da come inizia un lavoro, ma anche da come si reagisce quando qualcosa va storto.
La verifica finale prima di affidare un lavoro elettrico
Prima di iniziare un’attività, conviene controllare quattro elementi. Il lavoratore ha il profilo adeguato? L’impianto è stato identificato? La procedura indica chi supervisiona e quali misure adottare? Attrezzature e DPI sono compatibili con tensione, ambiente e tipo di intervento?
Se una sola risposta è negativa, io fermerei l’organizzazione del lavoro e completerei la valutazione. Una qualifica PES o PAV ha valore quando si traduce in decisioni corrette, procedure comprensibili e comportamenti verificabili, non quando resta una sigla su un attestato.