Quando le 40 ore di aggiornamento del CSP o del CSE non sono state completate entro il quinquennio, il problema non riguarda soltanto un attestato da rinnovare. Il professionista può trovarsi temporaneamente impossibilitato a svolgere il ruolo, soprattutto quando deve accettare un nuovo incarico o dimostrare i propri requisiti al committente. Qui chiarisco cosa comporta la scadenza, quante ore servono, come recuperarle e quali controlli fare prima di tornare a operare in cantiere.
La regola essenziale per tornare a operare in cantiere
- 40 ore ogni 5 anni sono il requisito ordinario per mantenere aggiornato il ruolo di CSP/CSE.
- Con l’aggiornamento scaduto, l’attività di coordinamento è temporaneamente non esercitabile fino alla regolarizzazione.
- Non serve di norma ripetere il corso iniziale da 120 ore, salvo problemi con i requisiti originari.
- Prima di iscriversi bisogna verificare attestati, ore mancanti e soggetto formatore.
- Nel 2026 il costo indicativo varia spesso da 150 a oltre 500 euro più IVA, in base a modalità e organizzatore.

Cosa significa davvero avere l’aggiornamento scaduto
Il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, CSP, e quello in fase di esecuzione, CSE, devono mantenere aggiornate le proprie competenze con almeno 40 ore di formazione ogni quinquennio. L’obbligo deriva dall’articolo 98 e dall’Allegato XIV del D.Lgs. 81/2008.
La scadenza non equivale normalmente alla cancellazione definitiva del titolo abilitante. Più precisamente, l’abilitazione resta legata alla formazione originaria, ma il professionista non può esercitare il ruolo finché non dimostra di aver assolto l’aggiornamento richiesto. Io distinguerei quindi tra titolo conseguito e possibilità concreta di assumere o svolgere l’incarico.
La verifica non dovrebbe basarsi soltanto sulla data stampata su un vecchio attestato. Il committente o l’organo di vigilanza può chiedere di dimostrare le 40 ore maturate nel quinquennio precedente al momento dell’incarico o del controllo. Per questo è prudente conservare tutti gli attestati, i programmi dei corsi e la documentazione sulla frequenza.
Cosa si può fare durante il periodo di irregolarità
La conseguenza più importante è semplice: con l’aggiornamento scaduto non è prudente accettare un nuovo incarico come CSP o CSE, firmare documenti in quella veste o presentarsi come coordinatore pienamente operativo. Le indicazioni applicative parlano di una sospensione temporanea dell’esercizio della funzione fino al completamento dell’aggiornamento.
La situazione è più delicata se il professionista sta già seguendo un cantiere. In quel caso informerei subito il committente o il responsabile dei lavori, senza aspettare un’ispezione, e valuterei con loro la continuità dell’incarico o la sostituzione temporanea. Nel frattempo eviterei di sottoscrivere nuovi verbali o atti che presuppongono la piena regolarità del ruolo.
| Situazione | Condotta prudente |
|---|---|
| Hai completato tutte le 40 ore | Conserva gli attestati e prepara una dichiarazione riepilogativa per il committente. |
| Hai completato solo una parte delle ore | Ricostruisci il monte ore e completa quanto richiesto prima di assumere incarichi. |
| Non hai documenti verificabili | Contatta l’ente formatore e richiedi copia dei registri o degli attestati. |
| Stai già lavorando come CSE | Comunica la situazione al committente e fai valutare rapidamente la gestione dell’incarico. |
Come recuperare l’aggiornamento passo dopo passo
Il recupero non dovrebbe iniziare dall’acquisto del primo corso trovato online. Il primo passaggio consiste nel ricostruire la propria posizione, partendo dall’attestato del corso iniziale e da tutte le attività formative svolte negli ultimi cinque anni.
- Raccogli gli attestati di corsi, seminari e convegni frequentati.
- Controlla le ore effettivamente riconoscibili, verificando programma, durata, soggetto organizzatore e registrazione della presenza.
- Calcola il deficit formativo. Se le ore valide sono 24, non dare per scontato che ogni ente consenta di iscriversi soltanto a un modulo da 16 ore.
- Scegli un percorso conforme alle regole applicabili a CSP e CSE e chiedi prima conferma scritta sulla validità dell’attestato.
- Completa la frequenza e conserva attestato, registro presenze, programma e prova dell’eventuale verifica finale.
- Aggiorna il fascicolo professionale e comunica la regolarizzazione ai committenti interessati.
Se il quinquennio è completamente privo di formazione documentata, la scelta più lineare è spesso un percorso completo di 40 ore. Recuperare soltanto una parte può essere possibile quando esistono ore valide e verificabili, ma la decisione dipende dall’ente formatore e dalla corretta ricostruzione della posizione.
Non confondere, inoltre, il rinnovo dell’aggiornamento con il corso iniziale. Il corso da 120 ore si rende necessario solo se mancano o non sono validi i requisiti di base, non come automatica conseguenza di un aggiornamento arrivato in ritardo.
Quali modalità e contenuti sono validi
L’aggiornamento può essere organizzato attraverso corsi, seminari o convegni, anche con modalità a distanza quando rispettano i requisiti previsti. Le formule più comuni sono aula, videoconferenza sincrona ed e-learning, ma non tutte le offerte commerciali hanno lo stesso valore documentale.
Prima di pagare controllerei almeno quattro elementi: identità e qualificazione del soggetto formatore, programma didattico, modalità di rilevazione della presenza e contenuto dell’attestato. Un semplice certificato generico con scritto “corso sicurezza” può non dimostrare l’aggiornamento specifico per il coordinatore.
I contenuti dovrebbero essere collegati ai rischi e alle responsabilità dei cantieri temporanei o mobili. In genere comprendono evoluzione normativa, gestione del PSC e del POS, organizzazione del cantiere, lavori in quota, macchine e attrezzature, subappalti, interferenze e casi di infortunio. A mio avviso, un corso utile non si limita a riassumere le norme, ma mostra come trasformarle in controlli e decisioni applicabili sul posto di lavoro.
L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha aggiornato il quadro generale della formazione e ha confermato il riferimento alle 40 ore quinquennali per CSP/CSE. Ha inoltre chiarito il riconoscimento reciproco, quando ricorrono i requisiti previsti, tra aggiornamento dei coordinatori e aggiornamento di RSPP/ASPP. Questo non significa però che ogni corso RSPP valga automaticamente per il coordinatore: contano programma, durata e documentazione.
Costi, tempi e errori da evitare
Il prezzo dipende dalla modalità e dall’organizzatore. Nel 2026 si incontrano offerte di circa 150-250 euro più IVA promosse da ordini o organismi professionali, mentre i corsi commerciali completi possono arrivare indicativamente a 340-600 euro più IVA. Il costo da solo non dice nulla sulla qualità: prima confronterei validità dell’attestato, assistenza, contenuti e gestione delle presenze.
Un corso completo richiede normalmente 40 ore effettive. Può essere distribuito in più giornate o moduli, ma non bisogna presumere che le assenze siano sempre recuperabili o che le ore eccedenti passino automaticamente al quinquennio successivo.
- Comprare un attestato economico senza verificare l’ente formatore.
- Confondere i CFP professionali con le ore valide per l’aggiornamento CSP/CSE.
- Considerare valido un corso RSPP senza controllare il programma specifico.
- Ritenere sufficienti le ore frequentate molti anni prima.
- Continuare a firmare documenti di cantiere durante la sospensione dell’esercizio.
- Conservare solo l’attestato e non i documenti che provano frequenza e contenuti.
La mia regola pratica è questa: prima di accettare un incarico, preparo una cartella digitale con attestato del corso iniziale, aggiornamenti, programmi e riepilogo delle ore. Bastano pochi minuti e si evita che una verifica documentale trasformi una semplice dimenticanza in un problema professionale.
Come evitare una nuova scadenza senza rincorrere le ore
La soluzione più sicura è distribuire le attività formative lungo tutto il quinquennio, invece di concentrare 40 ore negli ultimi giorni. Un calendario con 8 ore all’anno rende più semplice seguire le novità dei cantieri e lascia margine per correggere eventuali errori negli attestati.
Segnerei in agenda una verifica almeno sei mesi prima della scadenza, controllando non soltanto il numero delle ore ma anche la loro effettiva riconoscibilità. La formazione dovrebbe essere scelta in base ai cantieri che si seguono davvero, perché un aggiornamento coerente con ponteggi, scavi, impianti o lavori stradali ha un’utilità molto maggiore di un programma generico.
In sintesi, l’aggiornamento del coordinatore della sicurezza scaduto non si risolve ignorando la data o ripetendo automaticamente il corso iniziale. Occorre ricostruire le ore, completare un percorso valido, documentare ogni passaggio e tornare ad assumere incarichi soltanto quando la posizione è nuovamente dimostrabile.