Condono o sanatoria edilizia? Cosa cambia prima di vendere

Gabriele Parisi

Gabriele Parisi

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7 giugno 2026

Lente d'ingrandimento su una casa, con testo che spiega la differenza tra sanatoria e condono.

Quando una casa presenta una veranda, un ampliamento o una diversa distribuzione interna rispetto ai documenti comunali, capire la differenza tra condono e sanatoria edilizia è il primo passo per evitare errori durante una vendita o una ristrutturazione. In questo articolo chiarisco quale procedura può essere applicata, quali verifiche servono, quanto possono incidere sanzioni e tempi e perché il catasto, da solo, non basta a dimostrare la regolarità dell’immobile.

La distinzione che evita errori costosi

  • Condono è una misura eccezionale prevista da una legge speciale e limitata nel tempo.
  • Sanatoria ordinaria si applica quando l’opera rispetta determinate condizioni urbanistiche ed edilizie.
  • Il DL Salva Casa ha introdotto l’articolo 36-bis, con una conformità semplificata per alcune difformità parziali.
  • Le planimetrie catastali non sostituiscono il titolo edilizio rilasciato dal Comune.
  • Prima di comprare o vendere è indispensabile verificare accesso agli atti, vincoli e stato della pratica.

Condono e sanatoria non sono la stessa cosa

Il condono edilizio nasce da una legge straordinaria che permette, entro determinati termini, di regolarizzare anche opere realizzate in contrasto con alcune norme urbanistiche. Non è una procedura sempre disponibile: il Parlamento deve approvare una disciplina specifica, indicando quali abusi sono ammessi, entro quale data devono essere stati realizzati e quali limiti devono essere rispettati.

In Italia i principali condoni nazionali sono quelli previsti dalla legge n. 47/1985, dalla legge n. 724/1994 e dal decreto-legge n. 269/2003, convertito nella legge n. 326/2003. Una vecchia domanda di condono può quindi essere ancora in istruttoria, ma questo non significa che oggi sia possibile presentarne una nuova alle stesse condizioni.

La sanatoria edilizia, invece, è un procedimento ordinario disciplinato soprattutto dal Testo unico dell’edilizia. Serve a regolarizzare un intervento che, pur essendo stato eseguito senza il titolo corretto o con alcune difformità, possiede i requisiti richiesti dalla normativa applicabile.
Elemento Condono edilizio Sanatoria edilizia
Origine Legge speciale e straordinaria Procedura ordinaria prevista dal Testo unico
Disponibilità Solo entro termini e condizioni fissati dalla legge Attivabile quando l’intervento rispetta i requisiti normativi
Tipo di abuso Può riguardare anche violazioni sostanziali, nei limiti del condono Riguarda opere conformi secondo le condizioni previste dalla legge
Pagamento Oblazione e oneri stabiliti dalla disciplina speciale Sanzione, oblazione o contributo calcolati secondo il tipo di intervento

La differenza più importante, quindi, riguarda il presupposto. Il condono può eccezionalmente “perdonare” un abuso perché lo consente una legge ad hoc; la sanatoria verifica invece se quell’opera può essere ricondotta alla legalità secondo le regole edilizie e urbanistiche applicabili.

Come capire quale procedura può funzionare

Io partirei sempre dalla ricostruzione dello stato legittimo dell’immobile, cioè dalla sequenza dei titoli edilizi che hanno autorizzato costruzione, modifiche, ampliamenti e cambi di destinazione d’uso. La planimetria catastale è utile per il confronto, ma non dimostra da sola che una stanza o un volume siano stati autorizzati.

Quando si parla di sanatoria ordinaria

L’articolo 36 del Testo unico dell’edilizia riguarda, in linea generale, le opere realizzate in assenza del permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali. La regola tradizionale richiede la cosiddetta doppia conformità: l’intervento deve essere conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia sia quando è stato realizzato sia quando viene presentata la domanda.

Questo requisito è spesso il vero ostacolo. Un ampliamento può essere ammesso oggi, ma non esserlo stato al momento della sua costruzione; in quel caso la sanatoria ordinaria può essere negata. Non basta quindi dimostrare che l’opera non crea problemi secondo il piano attuale.

Le difformità parziali e l’articolo 36-bis

Il DL Salva Casa ha introdotto l’articolo 36-bis per alcune difformità parziali dal permesso di costruire o dalla SCIA, per interventi in assenza o difformità dalla SCIA e per determinate variazioni essenziali. In queste situazioni la verifica è più flessibile: l’opera deve rispettare la disciplina urbanistica vigente al momento della domanda e i requisiti edilizi vigenti quando è stata realizzata.

La modifica è utile, ma non equivale a un nuovo condono generalizzato. Non sana automaticamente un edificio costruito interamente senza titolo, un abuso in area vincolata o qualsiasi ampliamento privo di autorizzazione. Il tecnico deve prima classificare correttamente la difformità e verificare se rientra davvero nel perimetro dell’articolo 36-bis.

Quando la difformità è una tolleranza

Alcuni scostamenti minimi possono rientrare nelle tolleranze costruttive ed esecutive dell’articolo 34-bis e non costituire una violazione edilizia. Per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, le soglie delle tolleranze costruttive possono arrivare dal 2% al 6% in base alla superficie utile dell’unità immobiliare: 2% oltre 500 metri quadrati, 3% tra 300 e 500, 4% tra 100 e 300, 5% sotto i 100 e 6% sotto i 60 metri quadrati.

La percentuale, però, non si applica in modo automatico a ogni problema. Restano da controllare la tipologia dello scostamento, i requisiti igienico-sanitari, le distanze, la sicurezza strutturale e gli eventuali vincoli. In pratica, una piccola differenza di misura può essere una tolleranza; una parete spostata con modifica della superficie utile può richiedere un’analisi molto più completa.

Cosa cambia con il DL Salva Casa

Il provvedimento ha reso più praticabile la regolarizzazione di alcune irregolarità diffuse negli immobili esistenti, soprattutto quelle derivanti da tecniche costruttive meno precise o da modifiche interne di limitata entità. Il MIT ha chiarito che la nuova disciplina dell’articolo 36-bis riguarda casi delimitati e non sostituisce la verifica tecnica del singolo immobile.

Una novità concreta è la possibilità che il Comune subordini il rilascio del titolo alla realizzazione di opere necessarie per rendere l’intervento conforme. In altri casi può essere richiesta la rimozione della parte non sanabile, mantenendo le opere che rispettano i requisiti.

Per alcune SCIA in sanatoria è prevista una sanzione collegata all’aumento del valore venale dell’immobile, con importi che possono andare, secondo il caso, da 1.032 a 10.328 euro. Per le ipotesi soggette alla conformità tradizionale la fascia può essere diversa, indicativamente tra 516 e 5.164 euro. Non sono prezzi fissi per ogni pratica, ma soglie sanzionatorie da applicare alla fattispecie corretta.

La procedura non elimina inoltre le autorizzazioni di settore. Se l’immobile è sottoposto a vincolo paesaggistico o ricade in zona sismica, possono servire valutazioni e pareri aggiuntivi. Questo è uno dei motivi per cui i tempi reali possono superare quelli teorici indicati dalla legge.

Documenti, costi e tempi da mettere in conto

Una pratica ben impostata comincia dall’accesso agli atti comunali. Servono il titolo originario, le eventuali varianti, le autorizzazioni successive, i certificati disponibili e le pratiche di condono già presentate. Per gli immobili più vecchi possono essere utili anche fotografie storiche, aerofotogrammetrie, atti notarili e documentazione tecnica risalente.

Il professionista deve poi confrontare lo stato di fatto con i documenti autorizzativi, ricostruire la data dell’abuso e verificare la disciplina urbanistica applicabile. A seconda del caso possono essere necessarie una relazione asseverata, elaborati grafici, aggiornamenti catastali, verifiche strutturali e atti di assenso paesaggistici.

  • Costi comunali, come diritti di segreteria e istruttoria.
  • Sanzione o oblazione, calcolata in base al tipo di abuso e alla procedura.
  • Compenso del tecnico, variabile secondo complessità, rilievi e documenti da ricostruire.
  • Eventuali pareri aggiuntivi per vincoli paesaggistici, sismici o ambientali.

Non esiste un costo universale della sanatoria. Una semplice difformità interna documentata può richiedere un’istruttoria contenuta; un ampliamento con vincolo paesaggistico e storia edilizia incompleta può comportare costi e tempi molto più elevati. Diffido sempre dei preventivi formulati senza aver prima visto gli atti comunali.

Per l’articolo 36-bis il Comune si pronuncia sulla richiesta di permesso in sanatoria entro 45 giorni, salvo interruzioni o sospensioni legate a richieste istruttorie e pareri esterni. Per una SCIA in sanatoria il termine di controllo ordinario è generalmente di 30 giorni, ma la presenza di vincoli può allungare il procedimento.

Tre casi pratici che aiutano a non confondersi

Una veranda realizzata dopo il permesso

Se il progetto autorizzato prevedeva un balcone aperto e il proprietario ha chiuso la struttura, non si può parlare automaticamente di condono. Occorre capire se la chiusura è una difformità parziale, se rientra nelle nuove procedure o se deve essere rimossa. La verifica riguarda superficie, volume, destinazione del locale, normativa vigente e possibili vincoli.

Un box costruito senza titolo

Un’autorimessa realizzata senza permesso e in area dove oggi sarebbe ammessa non è per questo automaticamente sanabile. Per la procedura ordinaria va verificata la conformità in entrambe le epoche richieste; se manca, l’articolo 36 non può essere usato come scorciatoia. Il fatto che il box risulti accatastato non cambia la valutazione urbanistica.

Leggi anche: Permesso di costruire, dura davvero cinque anni? Termini e proroghe

Una vecchia domanda di condono

Quando esiste una pratica del 1985, 1994 o 2003, il primo obiettivo non è presentare una nuova sanatoria, ma capire se il condono è stato definito positivamente. Occorre controllare ricevute, oblazione, oneri concessori, integrazioni richieste e provvedimento finale. Una domanda ancora sospesa o incompleta può creare problemi nella vendita e non equivale a un titolo già rilasciato.

Gli errori che vedo più spesso nelle compravendite

Il primo errore è confondere la regolarità catastale con quella edilizia. Il catasto ha finalità fiscali e descrittive; il Comune verifica invece la conformità dell’intervento alle norme urbanistiche ed edilizie. Le due banche dati dovrebbero essere coerenti, ma una planimetria catastale non può sanare un abuso.

Un altro errore consiste nel considerare il condono come una certificazione generale dell’intero immobile. Il provvedimento regolarizza solo le opere comprese nella domanda e nei limiti approvati. Modifiche successive, ampliamenti ulteriori o cambi d’uso non autorizzati restano da verificare separatamente.

Infine, molte persone incaricano il tecnico soltanto dopo aver firmato una proposta irrevocabile. Io considero più prudente fare prima un accesso agli atti e inserire nel contratto condizioni chiare sulla regolarità urbanistica, sulla definizione di eventuali pratiche pendenti e sulla ripartizione dei costi.

La verifica giusta prima di vendere o ristrutturare

La risposta breve è questa: il condono dipende da una legge straordinaria e può riguardare abusi ammessi entro limiti storici precisi; la sanatoria è invece una procedura ordinaria, oggi affiancata dalle possibilità dell’articolo 36-bis per alcune difformità. Nessuna delle due procedure può essere scelta correttamente senza conoscere titoli, date, stato reale e vincoli dell’immobile.

Prima di firmare o iniziare i lavori, chiederei sempre una relazione di conformità edilizia completa, l’esito dell’accesso agli atti e una stima separata di sanzioni, diritti e compenso professionale. È un controllo che può costare qualcosa all’inizio, ma spesso evita di acquistare un problema molto più costoso da risolvere dopo.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il condono nasce da una legge speciale e straordinaria, disponibile solo per opere realizzate entro date e limiti stabiliti dalla legge. La sanatoria ordinaria verifica invece se l’intervento può essere regolarizzato secondo i requisiti urbanistici ed edilizi applicabili, spesso mediante la doppia conformità prevista dall’articolo 36.

L’articolo 36-bis riguarda alcune difformità parziali dal permesso di costruire o dalla SCIA, oltre a specifiche variazioni essenziali e interventi in assenza o difformità dalla SCIA. In linea generale, l’opera deve rispettare la disciplina urbanistica vigente al momento della domanda e i requisiti edilizi vigenti quando è stata realizzata. Non si applica automaticamente agli edifici costruiti interamente senza titolo o a qualsiasi abuso vincolato.

È necessario partire dall’accesso agli atti comunali per recuperare il titolo originario, le varianti, le autorizzazioni successive e le eventuali pratiche di condono. Il tecnico deve confrontare questi documenti con lo stato di fatto e può dover esaminare fotografie storiche, aerofotogrammetrie, atti notarili, elaborati grafici, verifiche strutturali e autorizzazioni paesaggistiche. La planimetria catastale è utile per il confronto, ma non dimostra da sola la regolarità urbanistica.

Il costo comprende diritti comunali, sanzione o oblazione, compenso del tecnico ed eventuali pareri paesaggistici, sismici o ambientali. Per l’articolo 36-bis il Comune si pronuncia sulla richiesta di permesso in sanatoria entro 45 giorni, salvo sospensioni o richieste istruttorie; per una SCIA in sanatoria il termine ordinario di controllo è generalmente di 30 giorni. Gli importi delle sanzioni variano secondo la procedura e il caso concreto.
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Autor Gabriele Parisi
Gabriele Parisi
Mi chiamo Gabriele Parisi e da 10 anni mi occupo di approfondire e divulgare tematiche legate all'edilizia, agli impianti e alle normative tecniche. La mia passione per questo settore nasce dalla volontà di rendere accessibili concetti complessi, aiutando professionisti e appassionati a navigare nel mondo delle costruzioni e delle installazioni. In prysmiancableapp.it, mi dedico a ricercare, verificare e presentare informazioni precise e aggiornate, con l'obiettivo di offrire contenuti chiari e utili che possano realmente supportare chi lavora in questo ambito o semplicemente desidera saperne di più. Cerco sempre di analizzare le tendenze, confrontare le diverse fonti e organizzare il sapere in modo che sia facilmente comprensibile.
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