Accertamento di conformità - come regolarizzare una difformità

Oretta Gentile

Oretta Gentile

|

9 luglio 2026

Confronto tra progetto e stato di fatto per accertamento di conformità. Una modifica strutturale non autorizzata è evidenziata.

Una difformità edilizia può emergere durante una vendita, una ristrutturazione o la richiesta di agibilità. In questi casi l’accertamento di conformità serve a capire se l’opera può essere regolarizzata, quale procedura scegliere, quali documenti preparare e quali costi sostenere. La differenza tra assenza di titolo, difformità parziale, tolleranza costruttiva e variazione essenziale è decisiva per evitare pratiche inutili o rigetti.

La regolarizzazione dipende dal tipo di difformità e dalle due date da verificare

  • Articolo 36 per assenza di permesso, totale difformità o variazioni essenziali nei casi previsti.
  • Articolo 36-bis per molte difformità parziali e per alcune assenze o difformità dalla SCIA.
  • La procedura ordinaria richiede la doppia conformità, cioè il rispetto delle regole al momento dei lavori e della domanda.
  • La disciplina più recente ammette, in casi specifici, una verifica asimmetrica tra normativa urbanistica ed edilizia.
  • Le sanzioni possono arrivare a 10.328 euro, oltre a parcella tecnica, diritti comunali e ulteriori autorizzazioni.

Planimetria che illustra un illecito edilizio: veranda chiusa senza autorizzazione. L'accertamento di conformità evidenzia la modifica.

Che cosa verifica davvero il Comune

La procedura non “cancella” automaticamente un abuso. Serve a dimostrare che l’intervento, pur realizzato senza il titolo corretto o in modo difforme, può essere riconosciuto compatibile con la disciplina applicabile. Il Comune confronta lo stato reale dell’immobile con i titoli edilizi, gli strumenti urbanistici, i regolamenti edilizi e le norme tecniche di settore.

Io partirei sempre dalla ricostruzione dello stato legittimo, cioè dalla storia documentale dell’edificio. La planimetria catastale è utile per orientarsi, ma da sola non prova la regolarità urbanistica. Servono invece il permesso di costruire, la licenza, la concessione, la SCIA, eventuali varianti, condoni e pratiche successive.

La verifica riguarda anche aspetti spesso trascurati, come distanze, altezze, destinazione d’uso, vincoli paesaggistici, normativa sismica, sicurezza, prevenzione incendi, efficienza energetica e conformità degli impianti. Una sanatoria edilizia, da sola, non sostituisce una dichiarazione di conformità elettrica o un’autorizzazione sismica mancante.

La differenza tra articolo 36 e articolo 36-bis

Il primo bivio consiste nel classificare correttamente l’irregolarità. Dopo il decreto Salva Casa, convertito nella legge 105/2024, l’articolo 36-bis ha ampliato le possibilità per alcune difformità, ma non ha trasformato ogni abuso in un’opera sanabile.

Procedura Casi principali Conformità richiesta
Articolo 36 Assenza del permesso, totale difformità e alcune variazioni essenziali Disciplina urbanistica ed edilizia conforme sia alla realizzazione sia alla domanda
Articolo 36-bis Difformità parziali, assenza o difformità dalla SCIA nei casi dell’articolo 37 e variazioni essenziali previste dall’articolo 32 Urbanistica vigente al momento della domanda e requisiti edilizi vigenti al momento dei lavori
Articolo 34-bis Tolleranze costruttive ed esecutive entro i limiti previsti Non si presenta necessariamente una sanatoria, ma serve una dichiarazione tecnica

La differenza più importante riguarda la cosiddetta doppia conformità attenuata. Per le fattispecie dell’articolo 36-bis, l’urbanistica deve essere compatibile con le regole attuali, mentre i requisiti edilizi vengono valutati con riferimento al momento in cui l’intervento è stato realizzato. È una semplificazione concreta, ma resta limitata alle categorie indicate dalla legge.

Un ampliamento realizzato senza alcun titolo, con aumento rilevante di volume e superficie, non diventa automaticamente una difformità parziale. Al contrario, una diversa distribuzione interna o una finestra spostata di poco potrebbe rientrare in una tolleranza, in una difformità parziale o in un’altra procedura. La qualificazione tecnica viene prima della domanda, non dopo.

Come capire se l’immobile è regolarizzabile

La valutazione seria segue una sequenza abbastanza precisa. Saltare uno dei passaggi espone al rischio di pagare una pratica che non può produrre alcun risultato utile.

  1. Rilievo dello stato attuale. Il tecnico misura ambienti, altezze, superfici, sagoma, aperture, volumi e opere interne.
  2. Accesso agli atti. Si recuperano presso il Comune i titoli edilizi e le eventuali pratiche successive.
  3. Confronto storico. Si ricostruisce quando è stata eseguita ogni modifica, anche attraverso fotografie, fatture, dichiarazioni e documenti tecnici.
  4. Classificazione della difformità. Si distingue tra tolleranza, difformità parziale, totale difformità, variazione essenziale o intervento soggetto ad altra disciplina.
  5. Verifica normativa. Si controllano gli strumenti urbanistici e le norme edilizie applicabili nelle date rilevanti.
  6. Scelta del titolo. Si presenta il permesso in sanatoria oppure la SCIA in sanatoria, quando la legge lo consente.

Le tolleranze meritano un controllo separato. Per le unità immobiliari, gli scostamenti possono arrivare, in base alla superficie utile, al 2%, 3%, 4%, 5% o 6%. La percentuale più alta riguarda le unità con superficie inferiore a 60 metri quadrati, mentre il limite ordinario è più basso per gli immobili di maggiore dimensione.

Questi margini non autorizzano nuove opere e non coprono violazioni della sicurezza, della normativa sismica o dei requisiti igienico-sanitari. Una tolleranza deve essere attestata da un tecnico abilitato e documentata nel modo richiesto dalla disciplina vigente.

Leggi anche: Scala interna in casa - misure, sicurezza e permessi

Quando la sanatoria con opere può essere utile

L’articolo 36-bis consente, in determinati casi, di subordinare il titolo alla realizzazione di opere necessarie per rispettare la normativa tecnica o alla rimozione delle parti non sanabili. È una possibilità interessante quando la difformità è limitata e può essere corretta senza demolire l’intero intervento.

Non la considero una scorciatoia. Se il Comune impone opere strutturali, adeguamenti antincendio o interventi sugli impianti, il costo e i tempi possono cambiare molto. Prima di presentare la pratica bisogna quindi stimare anche i lavori di conformazione, non soltanto la sanzione amministrativa.

Documenti, tecnico e passaggi davanti al Comune

La domanda viene presentata allo Sportello unico per l’edilizia del Comune competente. Il contenuto esatto varia in base alla modulistica regionale e comunale, ma normalmente comprende:

  • documento che dimostra la proprietà o la disponibilità dell’immobile;
  • relazione tecnica asseverata e rilievo dello stato di fatto;
  • elaborati grafici dello stato autorizzato, dello stato attuale e dello stato sanato;
  • copia dei titoli edilizi reperiti con l’accesso agli atti;
  • ricostruzione dell’epoca di realizzazione delle opere;
  • calcolo del contributo di costruzione o della sanzione;
  • documentazione sismica, paesaggistica, energetica o antincendio quando necessaria;
  • ricevute dei diritti di segreteria e dei pagamenti richiesti.

Il tecnico non si limita a compilare moduli. Deve asseverare la conformità e risponde delle dichiarazioni rese. Per questo, una relazione generica o basata soltanto sulla planimetria catastale è un segnale d’allarme. Le linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno chiarito che la pratica deve collegare la verifica urbanistica alla documentazione tecnica dell’immobile.

Per l’articolo 36 il Comune dispone, in linea generale, di 60 giorni per decidere sulla domanda. Il silenzio non va interpretato automaticamente come approvazione. Per l’articolo 36-bis e per gli immobili sottoposti a vincolo possono intervenire procedimenti collegati e termini diversi, quindi è prudente verificare la procedura direttamente con lo Sportello unico.

In presenza di vincoli paesaggistici, la regolarizzazione edilizia non esaurisce il problema. Occorre valutare anche l’eventuale compatibilità paesaggistica in sanatoria, con il coinvolgimento degli enti competenti e una sanzione distinta nei casi previsti.

Quanto costa la regolarizzazione

Il costo finale è composto da più voci. La parcella del professionista dipende da superficie, numero dei titoli da ricostruire, complessità della difformità e necessità di coinvolgere specialisti strutturali, impiantistici o antincendio. Non esiste una tariffa nazionale unica per questo lavoro.

Le sanzioni previste per alcune ipotesi dell’articolo 36-bis sono invece quantificabili. La legge stabilisce importi minimi e massimi, ma il valore concreto dipende dal tipo di intervento, dall’aumento del valore venale e dalle valutazioni dell’amministrazione.

Situazione Parametro principale Limiti indicati dalla legge
SCIA assente o difforme nei casi dell’articolo 37 Due volte l’aumento del valore venale Da 1.032 a 10.328 euro
Conformità urbanistica ed edilizia verificata in entrambe le date Due volte l’aumento del valore venale Da 516 a 5.164 euro
Permesso in sanatoria Contributo di costruzione e possibili maggiorazioni Importo calcolato dal Comune

Agli importi possono aggiungersi diritti comunali, marche da bollo, rilievi, prove tecniche, opere di adeguamento e autorizzazioni collegate. Chiederei sempre un preventivo diviso per fasi, distinguendo accesso agli atti, rilievo, relazione, deposito della pratica e assistenza alle integrazioni.

Gli errori che fanno respingere la pratica

Il primo errore è confondere la conformità catastale con quella urbanistica. Catasto e Comune svolgono funzioni diverse, quindi una planimetria aggiornata non sana una modifica eseguita senza titolo.

Un altro problema frequente è presentare una domanda senza aver ricostruito l’epoca dei lavori. La data è essenziale perché determina quali regole edilizie e tecniche devono essere applicate. Una dichiarazione non documentata può essere contestata e, in caso di falsità, comportare responsabilità anche penali.

Molti proprietari cercano di sanare solo la parte più visibile, come una veranda o una parete spostata, ignorando impianti, strutture e vincoli. Io considero questo approccio rischioso: la pratica deve descrivere l’immobile nel suo insieme, perché una difformità non dichiarata può impedire la conclusione positiva del procedimento.

Infine, non bisogna confondere la sanatoria con un condono. Il condono dipende da leggi straordinarie e da finestre temporali specifiche; la procedura ordinaria richiede invece che l’intervento possieda i requisiti di conformità previsti dalla disciplina vigente.

La verifica prima della vendita evita il problema più costoso

La regolarizzazione è più semplice quando viene affrontata prima di firmare una proposta irrevocabile o un contratto. Una relazione tecnica preliminare permette di capire se esiste una soluzione, quanto può costare e se occorre modificare il progetto prima di procedere.

Il punto decisivo è non partire dalla sanzione, ma dalla classificazione corretta dell’opera. Solo dopo aver confrontato titoli, rilievo, date, regole urbanistiche e norme tecniche si può scegliere tra tolleranza, sanatoria, conformazione o ripristino.

Per gli immobili con difformità rilevanti, vincoli o problemi strutturali, farei controllare la pratica da un professionista abilitato prima del deposito. Una verifica iniziale costa molto meno di una domanda respinta, di una vendita bloccata o di lavori eseguiti su un titolo che non poteva essere rilasciato.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

L’articolo 36 riguarda, tra gli altri casi, l’assenza del permesso di costruire, la totale difformità e alcune variazioni essenziali, con doppia conformità urbanistica ed edilizia. L’articolo 36-bis si applica invece a molte difformità parziali e ad alcune assenze o difformità dalla SCIA, verificando l’urbanistica al momento della domanda e i requisiti edilizi al momento dei lavori.

Di norma servono il documento che dimostra la proprietà, il rilievo dello stato di fatto, la relazione tecnica asseverata, gli elaborati dello stato autorizzato, attuale e sanato, i titoli edilizi reperiti con l’accesso agli atti e la ricostruzione dell’epoca dei lavori. Possono essere necessarie anche documentazioni sismiche, paesaggistiche, energetiche o antincendio, oltre alle ricevute dei pagamenti.

Le tolleranze costruttive ed esecutive si applicano agli scostamenti entro i limiti previsti dalla superficie utile dell’unità immobiliare, dal 2% fino al 6%. Non autorizzano nuove opere e non coprono violazioni della sicurezza, della normativa sismica o dei requisiti igienico-sanitari; devono essere attestate e documentate da un tecnico abilitato.

Il costo comprende la parcella del professionista, i diritti comunali, i bolli, i rilievi, eventuali prove tecniche, le opere di adeguamento e le autorizzazioni collegate. Per alcune ipotesi, le sanzioni indicate dalla legge vanno da 1.032 a 10.328 euro oppure da 516 a 5.164 euro, in base al caso e all’aumento del valore venale.
Valuta l'articolo

Media: 0.0 / 5 · 0 valutazioni

Tag

sanatoria tolleranze scia vincoli paesaggistici stato legittimo

Condividi post

Autor Oretta Gentile
Oretta Gentile
Mi chiamo Oretta Gentile e da 7 anni mi dedico con passione a esplorare e raccontare il mondo dell'edilizia, degli impianti e delle normative tecniche. Ho iniziato questo percorso perché sono sempre stata affascinata da come le idee prendono forma attraverso la progettazione e la realizzazione, e da come le regole che governano questi processi siano fondamentali per garantire sicurezza ed efficienza. Sul sito prysmiancableapp.it, il mio obiettivo è rendere accessibili argomenti complessi, analizzando le novità normative, confrontando soluzioni impiantistiche e offrendo spunti pratici per chi opera nel settore. Mi impegno a verificare attentamente le fonti e a presentare le informazioni in modo chiaro e organizzato, perché credo fermamente nell'importanza di contenuti accurati, aggiornati e facili da comprendere per tutti.
Commenti (0)
Aggiungi un commento