Quando uno scaldabagno a gas produce poca acqua calda, si spegne o mostra una fiamma irregolare, la pressione del gas può essere coinvolta, ma non è quasi mai una regolazione da fare “a occhio”. In questo articolo chiarisco la differenza tra pressione del gas e pressione dell’acqua, i valori da controllare, la procedura corretta eseguita dal tecnico e i casi in cui è più probabile un guasto diverso.
La regolazione del gas richiede misura, manuale tecnico e controllo della combustione
- Non esiste un valore universale per la pressione al bruciatore.
- Per il metano G20 la pressione nominale di alimentazione è spesso 20 mbar, mentre il GPL può richiedere 28-30 o 37 mbar in base al gas utilizzato.
- La vite della valvola gas non va regolata senza manometro e analizzatore di combustione.
- Una fiamma gialla, fuliggine, odore di gas o blocchi ripetuti richiedono spegnimento e assistenza qualificata.
- Se l’acqua esce fredda o con poca portata, il problema può dipendere da calcare, filtro ostruito o scambiatore, non dalla pressione del gas.

Prima di intervenire bisogna distinguere gas, acqua e combustione
Il primo errore che incontro più spesso è confondere la pressione del gas con quella dell’acqua. La prima si misura in millibar, indicati con mbar, e riguarda l’alimentazione del bruciatore. La seconda si riferisce alla rete idrica o, nelle caldaie combinate, al circuito di riscaldamento e viene normalmente indicata in bar.
Uno scaldabagno istantaneo a gas non ha necessariamente un manometro dell’acqua. Se la doccia ha poca portata, il bruciatore potrebbe non ricevere abbastanza flusso per attivarsi, ma questo non significa automaticamente che il gas sia regolato male. Prima di pensare alla valvola gas controllo sempre rubinetti, rompigetto, filtro d’ingresso e presenza di calcare.
Che cosa si può regolare dall’esterno
Le manopole accessibili all’utilizzatore servono in genere a modificare la temperatura dell’acqua o la portata. Ridurre la portata dell’acqua può farla uscire più calda, ma non equivale a regolare la pressione del gas e non risolve un difetto della combustione.
La pressione del gas viene verificata sulla linea di alimentazione e, quando previsto dal costruttore, sulla valvola o agli ugelli del bruciatore. Questi punti di misura si trovano spesso dietro il mantello dell’apparecchio. Per accedervi si deve aprire un apparecchio alimentato a gas, quindi non considero questa un’operazione domestica ordinaria.
Quali valori di pressione sono corretti per uno scaldabagno
Il valore giusto dipende da modello, potenza, tipo di gas e configurazione della valvola. La targa dati e il manuale di installazione hanno sempre la precedenza sulle indicazioni generiche trovate online.
| Gas | Indicazione comunemente prevista in alimentazione | Nota pratica |
|---|---|---|
| Metano G20 | Circa 20 mbar | Il valore effettivo deve essere verificato sul manuale del modello. |
| Metano G25 | Spesso 25 mbar | Non tutti gli apparecchi sono predisposti per questo gas. |
| Butano G30 | Generalmente 28-30 mbar | Serve un riduttore compatibile con bombola o serbatoio. |
| Propano G31 | Spesso 37 mbar | Il riduttore e l’apparecchio devono essere adatti al propano. |
Questi sono valori di alimentazione, non necessariamente quelli che si devono leggere al bruciatore. La pressione minima e massima agli ugelli può essere molto diversa e cambia tra uno scaldabagno da 11 litri e uno da 16 litri, oltre a variare tra marche e versioni.
Per questo non consiglio di copiare il valore di un altro apparecchio. Una pressione troppo alta può generare una fiamma eccessiva, consumi anomali e combustione non corretta. Una pressione troppo bassa può causare accensioni difficili, spegnimenti e produzione insufficiente di acqua calda.
Come si svolge una regolazione corretta
La regolazione della valvola gas deve essere eseguita da un tecnico abilitato, secondo le istruzioni del produttore e le regole applicabili agli impianti a gas. Il tecnico non gira semplicemente una vite finché la fiamma “sembra” giusta, perché l’aspetto della fiamma da solo non permette di certificare una combustione sicura.
- Identificazione dell’apparecchio. Si verificano marca, modello, matricola, tipo di gas e potenza nominale riportati sulla targa.
- Controllo visivo. Si osservano condotto di scarico, camera di combustione, bruciatore, collegamenti e segnali di corrosione o fuliggine.
- Misura della pressione in ingresso. Si collega un manometro alla presa prevista e si controlla la pressione statica e dinamica, cioè con l’apparecchio in funzione.
- Verifica della pressione al bruciatore. Quando il modello lo prevede, si controllano i valori di minima, massima e accensione indicati nella documentazione tecnica.
- Regolazione controllata. Eventuali registri della valvola gas vengono modificati solo secondo la procedura del costruttore, con piccoli interventi e misurazioni ripetute.
- Analisi della combustione e tenuta. Si controllano i prodotti della combustione, il corretto scarico dei fumi e l’assenza di perdite nei raccordi interessati.
Nei modelli moderni la verifica può coinvolgere anche la scheda elettronica, il sensore di fiamma, il ventilatore e i parametri di modulazione. In questi casi una regolazione meccanica non autorizzata può peggiorare il problema e compromettere le protezioni dell’apparecchio.
Leggi anche: Autoclave come funziona e quando serve davvero
Perché il manometro da solo non basta
Una pressione corretta non garantisce automaticamente una combustione corretta. Il risultato dipende anche da portata del gas, rapporto aria-gas, ugelli, tiraggio e stato del bruciatore. Ecco perché, dopo la misura, il tecnico deve valutare il funzionamento completo e non soltanto il numero indicato sul manometro.
I sintomi aiutano a capire se il gas è davvero il problema
Prima di chiedere una regolazione, raccolgo sempre alcuni segnali. Il difetto compare solo quando si apre più di un rubinetto? L’apparecchio si spegne dopo pochi secondi? La fiamma è blu e stabile? Queste informazioni restringono molto la diagnosi.
| Segnale | Possibili cause | Prima decisione prudente |
|---|---|---|
| Acqua calda debole ma fiamma regolare | Filtro, rompigetto, calcare o scambiatore ostruito | Controllare il circuito idrico, senza toccare la valvola gas. |
| Fiamma gialla o presenza di fuliggine | Bruciatore sporco, aria insufficiente o combustione alterata | Spegnere l’apparecchio e richiedere un controllo. |
| Accensioni difficili e spegnimenti | Pressione insufficiente, elettrodo, sensore, scarico fumi o valvola | Non aumentare la pressione “a tentativi”. |
| Rumori, scatti o fiamma che cambia molto | Alimentazione instabile, ugelli sporchi o modulazione difettosa | Far misurare il funzionamento a minima e massima potenza. |
| Odore di gas | Possibile perdita o combustione anomala | Chiudere il gas se possibile, arieggiare senza azionare interruttori e uscire. |
Una portata d’acqua ridotta può perfino impedire l’accensione dello scaldabagno. In quel caso aumentare il gas sarebbe una scelta sbagliata e potenzialmente pericolosa, mentre una semplice pulizia del filtro o dello scambiatore può risolvere il difetto.
Quando non bisogna fare prove fai da te
Non aprire il mantello e non regolare viti, dadi o cappucci della valvola gas se non si dispone della formazione e degli strumenti necessari. Un manometro economico, da solo, non sostituisce una verifica di combustione e non permette di stabilire se l’apparecchio scarica correttamente i fumi.
In Italia, installazione, trasformazione e interventi sull’impianto gas rientrano nel quadro del DM 37/2008. Per lavori sull’apparecchio è quindi opportuno rivolgersi a un’impresa abilitata, conservando la documentazione dell’intervento e seguendo le indicazioni del produttore.
Se senti odore di gas, non accendere fiamme, non fumare e non azionare luci o apparecchi elettrici. Se puoi farlo senza esporti al rischio, chiudi il rubinetto generale del gas, apri porte e finestre, allontanati e contatta il pronto intervento del distributore indicato in bolletta; in presenza di pericolo immediato chiama il 112.
Anche la sostituzione da metano a GPL non consiste soltanto nel cambiare la bombola. Possono servire ugelli diversi, un riduttore adeguato, una nuova taratura e una verifica finale della combustione. Il passaggio deve essere gestito da un tecnico autorizzato.
La verifica più utile prima di chiedere una nuova taratura
Prima di attribuire ogni malfunzionamento alla pressione del gas, controlla il tipo di gas indicato sulla targa, la portata dell’acqua, lo stato dei filtri e la presenza di errori sul display. Se compaiono fiamma gialla, fuliggine, odore di gas o spegnimenti ripetuti, interrompi l’uso.
La regolazione corretta non è quella che produce la fiamma più alta, ma quella che rispetta i dati del costruttore e mantiene accensione stabile, acqua alla temperatura prevista e combustione sicura. In pratica, il valore decisivo non si indovina dalla fiamma: si misura, si confronta con il manuale e si verifica con strumenti professionali.