Trasmittanza del polistirene, come scegliere tra EPS e XPS

Gabriele Parisi

Gabriele Parisi

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12 agosto 2026

Lastre di polistirene impilate, ideali per isolamento termico grazie alla loro bassa trasmittanza.
Quando si deve scegliere un isolante per una parete o una copertura, il dato più utile non è lo spessore da solo, ma il rapporto tra conducibilità termica, spessore e stratigrafia completa. La trasmittanza del polistirene aiuta a capire quanta energia attraversa l’elemento edilizio e quale pannello può essere adatto al progetto. In questa guida chiarisco i valori dell’EPS e dell’XPS, mostro alcuni calcoli pratici e segnalo gli errori che più spesso compromettono il risultato.

I numeri essenziali per valutare il polistirene isolante

  • Trasmittanza U e conducibilità λ non sono la stessa cosa.
  • Un EPS bianco ha in genere λD compresa tra 0,035 e 0,040 W/mK.
  • Un EPS con grafite può scendere indicativamente a 0,030-0,033 W/mK.
  • Con 10 cm di isolante a λ 0,035 si ottiene una resistenza del solo pannello di circa 2,86 m²K/W.
  • La U finale dipende da tutti gli strati, dai ponti termici e dalle condizioni di posa.

Sezione di un pannello isolante con polistirene espanso, evidenziando la bassa trasmittanza termica.

La trasmittanza non appartiene al pannello isolante da solo

La trasmittanza termica U, espressa in W/m²K, indica quanta potenza termica attraversa un metro quadrato di elemento edilizio quando tra i due lati c’è una differenza di temperatura di un kelvin. Più il valore è basso, migliore è l’isolamento.

Quando si parla di “trasmittanza del polistirene”, spesso si sta indicando in realtà la sua conducibilità termica λ. Questo parametro appartiene al materiale e descrive quanto facilmente il calore lo attraversa. La trasmittanza, invece, riguarda una parete, un tetto o un pavimento completo.

Il calcolo semplificato della resistenza dello strato isolante è:

R = d / λ

dove d è lo spessore in metri e λ è la conducibilità in W/mK. Per ottenere la trasmittanza dell’intera struttura si considera la somma delle resistenze di tutti gli strati, comprese quelle superficiali interna ed esterna:

U = 1 / R totale

Questo significa che un pannello spesso 10 cm non ha una U propria paragonabile a quella della parete finita. Ha una resistenza termica, che contribuisce alla prestazione dell’insieme.

Quali valori termici ha il polistirene

Il polistirene impiegato in edilizia si presenta soprattutto come EPS, polistirene espanso sinterizzato, oppure XPS, polistirene estruso. Esistono poi EPS additivati con grafite, progettati per migliorare la prestazione termica a parità di spessore.

Materiale λD indicativa Impieghi frequenti
EPS bianco 0,035-0,040 W/mK Cappotto, pareti, coperture e divisori
EPS con grafite 0,030-0,033 W/mK Cappotto quando lo spazio disponibile è ridotto
XPS circa 0,029-0,036 W/mK Basamenti, pavimenti, zoccolature e ambienti umidi

Questi sono intervalli orientativi, non valori da usare automaticamente in progetto. La scelta corretta va fatta sulla scheda tecnica del prodotto specifico, dove sono riportati λD, resistenza termica dichiarata, resistenza alla compressione e comportamento all’acqua.

La norma UNI EN 13163:2017 riguarda i prodotti in EPS fabbricati per l’isolamento termico degli edifici. Per l’XPS il riferimento di prodotto è invece la UNI EN 13164. La marcatura CE è importante, ma non sostituisce la lettura dei dati tecnici del pannello acquistato.

EPS bianco o grafite

L’EPS bianco è spesso la soluzione più semplice ed economica per un cappotto. L’EPS con grafite offre una λ più bassa e quindi può raggiungere la stessa resistenza con uno spessore leggermente inferiore, ma richiede attenzione durante lo stoccaggio e la posa perché le superfici scure assorbono più radiazione solare.

Non considero la grafite una scelta automaticamente migliore. Se lo spazio non è un problema, un EPS bianco più spesso può essere tecnicamente razionale; se invece davanzali, sporti di gronda o confini impediscono di aumentare lo spessore, il pannello additivato può fare davvero la differenza.

Come calcolare il risultato con un esempio concreto

Immaginiamo un pannello EPS con λ = 0,035 W/mK. Con uno spessore di 10 cm, cioè 0,10 m, la resistenza dello strato è:

R = 0,10 / 0,035 = 2,86 m²K/W

Considerando soltanto il pannello, la trasmittanza equivalente sarebbe circa 0,35 W/m²K. Il valore reale della parete sarà però diverso, perché bisogna aggiungere muratura, intonaci, finiture e resistenze superficiali.

Spessore EPS λ = 0,040 W/mK λ = 0,035 W/mK λ = 0,031 W/mK
6 cm R 1,50 R 1,71 R 1,94
8 cm R 2,00 R 2,29 R 2,58
10 cm R 2,50 R 2,86 R 3,23
12 cm R 3,00 R 3,43 R 3,87

I numeri mostrano una cosa semplice ma spesso trascurata: lo spessore conta molto, ma anche una λ più bassa migliora la resistenza. Passare da 8 a 10 cm di EPS con λ 0,035 aumenta la resistenza del pannello di circa 0,57 m²K/W.

Per una valutazione completa si usa normalmente la UNI EN ISO 6946. Il tecnico deve verificare anche la presenza di ponti termici, il rischio di condensa interstiziale e la trasmittanza periodica, soprattutto per coperture e pareti esposte al sole.

Quale trasmittanza serve in una parete italiana

In Italia il valore limite dipende dalla zona climatica, dal tipo di elemento e dal fatto che si tratti di nuova costruzione, riqualificazione o accesso a specifiche agevolazioni. Non esiste quindi uno spessore di polistirene valido per ogni città.

Zona climatica U massima indicativa per pareti verticali verso l’esterno
A e B 0,40 W/m²K
C 0,36 W/m²K
D 0,32 W/m²K
E 0,28 W/m²K
F 0,26 W/m²K

La tabella riporta valori di riferimento associati ai requisiti del D.M. 26 giugno 2015 e alle verifiche successive. Il progetto reale può richiedere prestazioni più severe, soprattutto quando entrano in gioco detrazioni, protocolli ambientali, regolamenti regionali o condizioni particolari dell’edificio.

In una parete tradizionale, 8-12 cm di EPS possono essere una fascia frequente, ma non è una prescrizione. In zona E o F, oppure su una muratura poco isolante, possono servire spessori maggiori. Un calcolo preliminare aiuta a evitare sia il sottodimensionamento sia l’acquisto di materiale inutilmente spesso.

Per il cappotto non basta verificare la U della parte centrale della parete. Tasselli, giunti, balconi, pilastri, davanzali e contorni delle finestre possono creare ponti termici, cioè punti in cui il calore passa più facilmente. Nella pratica, la continuità dell’isolamento spesso conta più dell’ultimo millimetro di differenza tra due pannelli.

EPS e XPS non si scelgono per la stessa ragione

EPS e XPS appartengono alla stessa famiglia polimerica, ma hanno strutture e prestazioni differenti. L’EPS è molto usato sulle facciate perché è leggero, lavorabile e disponibile in numerose classi di resistenza; l’XPS ha celle più chiuse e una maggiore resistenza all’acqua e alla compressione.

Criterio EPS XPS
Facciate a cappotto Scelta comune e versatile Possibile, ma spesso non necessaria
Umidità e contatto con il terreno Da valutare con attenzione Generalmente più adatto
Resistenza alla compressione Dipende dalla classe EPS In genere elevata
Lavorabilità Facile da tagliare e adattare Più rigido e compatto
Costo Spesso più conveniente Di norma più costoso

Per una facciata esterna asciutta, io partirei normalmente da un EPS certificato per il sistema a cappotto. Per una zoccolatura, un pavimento controterra o una parete esposta a umidità persistente, prenderei in considerazione l’XPS, verificando però la compatibilità con collanti, rasanti e finiture.

Il materiale non va scelto soltanto in base alla λ. Occorre controllare anche resistenza meccanica, assorbimento d’acqua, permeabilità al vapore, reazione al fuoco e compatibilità del sistema. Un pannello ottimo sulla carta può essere inadatto se viene inserito in una stratigrafia sbagliata.

Gli errori che fanno perdere prestazione all’isolamento

Confondere λ con U

Una λ di 0,035 W/mK descrive il materiale, mentre una U di 0,28 W/m²K descrive una struttura. Usare questi valori come se fossero equivalenti porta a stime errate dello spessore e del consumo energetico.

Guardare solo lo spessore

Due pannelli da 10 cm possono avere prestazioni diverse se hanno λ differenti. La differenza tra 0,040 e 0,031 W/mK non è trascurabile, soprattutto quando la superficie da isolare è ampia.

Ignorare la posa

Fughe aperte, pannelli non complanari, giunti allineati con discontinuità della muratura e dettagli mal risolti attorno alle finestre riducono il beneficio teorico. Una posa accurata vale più di una scheda tecnica scelta senza controllo del cantiere.

Usare EPS dove serve resistenza all’acqua

L’EPS non è automaticamente adatto a fondazioni, pavimenti controterra o zone soggette a bagnatura. In questi casi bisogna controllare l’assorbimento d’acqua previsto dal produttore e valutare materiali e dettagli costruttivi specifici.

Leggi anche: Involucro edilizio: materiali, isolamento e ponti termici

Trascurare fuoco e sistema completo

La classe di reazione al fuoco del pannello non basta a descrivere il comportamento dell’intero cappotto. Collanti, rasanti, rete, finitura e accessori concorrono alla prestazione del sistema certificato.

Come leggere una scheda tecnica senza fermarsi al primo numero

Quando confronto due prodotti, controllo prima il valore λD dichiarato e la resistenza termica alla specifica misura. Poi verifico che il prodotto sia destinato all’uso previsto, per esempio cappotto, copertura, pavimento o zoccolatura.

  • Controllare la norma di prodotto, come UNI EN 13163 per l’EPS.
  • Verificare lo spessore e la tolleranza dimensionale.
  • Leggere la classe di compressione, ad esempio CS(10), riferita alla deformazione del 10%.
  • Controllare permeabilità al vapore e assorbimento d’acqua.
  • Confrontare il prodotto con il sistema di posa realmente previsto.
  • Usare i valori dichiarati nel calcolo energetico, senza sostituirli con medie trovate online.

Un ultimo controllo riguarda la documentazione. La scheda tecnica deve essere aggiornata e riferita al prodotto effettivamente consegnato, non a una famiglia generica di pannelli. È un dettaglio operativo, ma evita di progettare una stratigrafia sulla base di prestazioni che il materiale in cantiere non garantisce.

Il valore giusto nasce dall’insieme della stratigrafia

Il polistirene è un isolante efficace e spesso conveniente, ma il suo rendimento non si può riassumere in un unico numero. Per una scelta corretta bisogna mettere insieme λ, spessore, destinazione d’uso, posa e verifica della parete completa.

Come regola pratica, partirei dalla prestazione richiesta alla struttura e ricaverei lo spessore necessario con un calcolo, invece di scegliere prima il pannello e sperare che basti. È il modo più sicuro per ottenere un involucro efficiente, limitare i ponti termici e non spendere denaro in materiali che non risolvono il problema reale.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

La conducibilità λ descrive il materiale e indica quanto facilmente il calore lo attraversa. La trasmittanza U riguarda invece l’intera parete, copertura o struttura e si calcola considerando tutti gli strati, le resistenze superficiali e i ponti termici.

Con λ pari a 0,035 W/mK, un pannello da 10 cm offre una resistenza termica di circa 2,86 m²K/W, calcolata con la formula R = d / λ. La trasmittanza della parete completa sarà però diversa perché include muratura, intonaci, finiture e resistenze superficiali.

L’EPS bianco ha generalmente λD tra 0,035 e 0,040 W/mK ed è comune nei cappotti e nelle pareti. L’EPS con grafite può raggiungere circa 0,030-0,033 W/mK quando lo spazio è ridotto, mentre l’XPS, con λ indicativa di 0,029-0,036 W/mK, è più adatto a basamenti, pavimenti, zoccolature e zone esposte all’umidità.

I valori indicativi massimi per pareti verticali verso l’esterno sono 0,40 W/m²K nelle zone A e B, 0,36 in zona C, 0,32 in zona D, 0,28 in zona E e 0,26 in zona F. Il requisito effettivo può essere più severo in base al tipo di intervento, alle agevolazioni, ai regolamenti regionali e alle caratteristiche dell’edificio.
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polistirene trasmittanza termica conducibilità termica cappotto termico ponti termici

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Autor Gabriele Parisi
Gabriele Parisi
Mi chiamo Gabriele Parisi e da 10 anni mi occupo di approfondire e divulgare tematiche legate all'edilizia, agli impianti e alle normative tecniche. La mia passione per questo settore nasce dalla volontà di rendere accessibili concetti complessi, aiutando professionisti e appassionati a navigare nel mondo delle costruzioni e delle installazioni. In prysmiancableapp.it, mi dedico a ricercare, verificare e presentare informazioni precise e aggiornate, con l'obiettivo di offrire contenuti chiari e utili che possano realmente supportare chi lavora in questo ambito o semplicemente desidera saperne di più. Cerco sempre di analizzare le tendenze, confrontare le diverse fonti e organizzare il sapere in modo che sia facilmente comprensibile.
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