PES, PAV e PEI - differenze e idoneità ai lavori sotto tensione

Gabriele Parisi

Gabriele Parisi

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24 luglio 2026

Elettricista collega cavi a una presa, mostrando le differenze tra i tipi di connessione.

Quando un manutentore deve intervenire su un impianto elettrico, sapere se è PES, PAV o persona idonea ai lavori sotto tensione non è una formalità: cambia ciò che può fare e il livello di controllo necessario. In questa guida chiarisco le differenze tra PES, PAV e PEI, il ruolo del datore di lavoro, i limiti operativi e le novità della CEI 11-27:2025.

La distinzione da ricordare per lavorare in sicurezza

  • PES significa Persona Esperta in ambito elettrico.
  • PAV indica una Persona Avvertita, istruita sui rischi elettrici da una persona esperta.
  • PEI non è, in senso stretto, una qualifica autonoma, ma l’idoneità a svolgere specifici lavori sotto tensione.
  • Il corso non basta: l’attribuzione spetta al datore di lavoro sulla base di formazione, esperienza e caratteristiche personali.
  • I lavori sotto tensione in bassa tensione arrivano fino a 1.000 V in corrente alternata e 1.500 V in corrente continua.

La differenza essenziale sta nel tipo di riconoscimento

Il primo chiarimento è importante. PES e PAV descrivono il livello di competenza della persona; PEI identifica invece una specifica idoneità operativa. Per questo non considero corretto parlare di tre certificazioni equivalenti.

La CEI 11-27 definisce le competenze necessarie per eseguire lavori elettrici e attività in prossimità di impianti elettrici. L’attestato rilasciato al termine di un corso documenta la formazione ricevuta, ma non sostituisce la valutazione aziendale e la nomina formale.

Figura Significato Che cosa indica
PES Persona Esperta in ambito elettrico Possiede istruzione, conoscenze ed esperienza sufficienti per analizzare i rischi elettrici e prevenire i pericoli.
PAV Persona Avvertita in ambito elettrico È stata adeguatamente informata e istruita sui pericoli elettrici da persone competenti.
PEI Persona idonea ai lavori sotto tensione È una PES o una PAV alla quale il datore di lavoro ha riconosciuto l’idoneità per specifiche attività sotto tensione.

In pratica, una persona può essere PAV senza essere PEI. Allo stesso modo, una PES può ricevere o non ricevere l’idoneità ai lavori sotto tensione, in base alle sue capacità pratiche, al tipo di intervento e alla decisione del datore di lavoro.

Che cosa può fare davvero una PES, una PAV o una persona idonea

La qualifica non va letta come un lasciapassare generale. Ogni lavoratore può operare solo per le attività, gli impianti e i livelli di tensione per i quali possiede competenza e autorizzazione. La stessa persona potrebbe essere idonea su un quadro in bassa tensione, ma non su una cabina di media tensione.

Lavori fuori tensione e in prossimità

Una PES può organizzare e svolgere lavori elettrici fuori tensione e attività in prossimità di parti attive, applicando le procedure di messa in sicurezza, verifica dell’assenza di tensione, messa a terra e delimitazione dell’area.

Una PAV può svolgere lavori assegnati e compatibili con la propria preparazione. In base alla complessità dell’intervento può essere necessaria la supervisione di una PES oppure la sorveglianza costante durante l’attività.

Leggi anche: POS di cantiere - chi lo redige e cosa deve contenere

Lavori sotto tensione

Per operare su parti attive in bassa tensione serve una idoneità specifica, spesso indicata nel linguaggio professionale con l’acronimo PEI. Non è sufficiente aver frequentato un corso teorico: servono addestramento pratico, conoscenza delle procedure, capacità di usare attrezzature e DPI e affidabilità personale.

Il limite normalmente associato a questi lavori è di 1.000 V in corrente alternata e 1.500 V in corrente continua. L’idoneità non autorizza qualsiasi intervento: deve riferirsi alle attività concretamente svolte e può essere limitata o revocata dal datore di lavoro.

Per tensioni superiori e per interventi particolari entrano in gioco altre regole tecniche, procedure aziendali e competenze specialistiche. Io eviterei sempre di estendere automaticamente una idoneità in bassa tensione a impianti di media o alta tensione.

Come si ottiene l’attribuzione e perché il corso non basta

Il percorso corretto parte dalla valutazione del lavoro reale, non dalla scelta di un attestato commerciale. Secondo le indicazioni del CEI e dell’INAIL, il datore di lavoro deve considerare almeno istruzione, esperienza e caratteristiche personali del lavoratore.

  1. Analisi delle mansioni e dei rischi presenti sugli impianti.
  2. Formazione teorica su elettrotecnica, normativa, procedure e prevenzione del rischio elettrico.
  3. Addestramento pratico sulle attività che il lavoratore dovrà eseguire.
  4. Affiancamento con personale esperto per consolidare l’esperienza.
  5. Attribuzione formale della condizione di PES o PAV.
  6. Eventuale riconoscimento dell’idoneità ai lavori sotto tensione, con indicazione dei limiti operativi.

Un corso di 14 o 16 ore, da solo, non trasforma automaticamente un operaio in PES e non rende una PAV idonea ai lavori sotto tensione. La durata può variare in base al programma e al profilo del lavoratore, ma il punto decisivo resta la coerenza tra formazione e mansione effettiva.

Per un nuovo assunto con poca esperienza, la soluzione più prudente è iniziare con attività controllate e un periodo di affiancamento. L’esperienza non si acquista con un attestato, soprattutto quando l’intervento richiede decisioni rapide davanti a un guasto o a una condizione anomala.

Che cosa cambia con la CEI 11-27:2025

Nel 2025 è stata pubblicata la nuova edizione della CEI 11-27, allineata alla CEI EN 50110-1:2024. Nel 2026 questa è l’edizione da considerare per aggiornare procedure, formazione e organizzazione dei lavori elettrici.

La struttura di fondo resta riconoscibile, ma sono state aggiornate definizioni, ruoli e modalità di gestione delle attività. Tra gli aspetti più rilevanti ci sono la revisione delle distanze di lavoro, una maggiore chiarezza sulle responsabilità e nuovi approfondimenti sui pericoli dell’arco elettrico e sulla gestione delle emergenze.

La novità terminologica più utile riguarda proprio l’idoneità. La norma distingue le persone PES e PAV dall’idoneità a eseguire lavori sotto tensione. Perciò, in un documento aziendale è più preciso scrivere “PES idonea ai lavori sotto tensione” oppure “PAV idonea ai lavori sotto tensione”, invece di trattare PEI come una qualifica indipendente.

Le aziende che hanno già formato il personale secondo la precedente edizione devono verificare la necessità di un aggiornamento sulla versione 2025. Non basta ristampare il vecchio attestato: vanno controllati anche procedure operative, ruoli, modulistica e istruzioni per le emergenze.

Gli errori che trasformano un attestato in falsa sicurezza

Nei cantieri e nelle manutenzioni gli equivoci più pericolosi non nascono dalla sigla, ma dal modo in cui viene usata. Questi sono gli errori che considero più frequenti:

  • confondere la frequenza di un corso con la nomina PES o PAV;
  • considerare la PEI un’abilitazione valida per ogni tipo di lavoro sotto tensione;
  • affidare un intervento complesso a una PAV senza la necessaria supervisione;
  • ignorare l’esperienza pratica e valutare soltanto il risultato di un test finale;
  • usare DPI non adeguati al rischio di contatto o di arco elettrico;
  • non indicare nella nomina le tipologie di lavori e i limiti operativi;
  • continuare a usare procedure basate sulla vecchia edizione della CEI 11-27 senza verificarne l’aggiornamento.

Un esempio concreto aiuta a capire la differenza. Un tecnico che esegue manutenzione ordinaria su quadri disalimentati può essere PES o PAV in relazione alle sue competenze. Se deve invece sostituire un componente su un quadro alimentato, occorrono una procedura specifica, l’idoneità ai lavori sotto tensione, DPI adeguati e una valutazione del rischio riferita proprio a quell’intervento.

La scelta corretta per organizzare un intervento elettrico

Quando valuto un’attività, parto sempre da tre domande: su quale impianto si lavora, il lavoro sarà fuori tensione, in prossimità o sotto tensione, e quali capacità servono davvero all’operatore. Solo dopo ha senso stabilire se occorre una PES, una PAV o una persona con idoneità specifica.

La distinzione più semplice da ricordare è questa: PES e PAV descrivono la competenza elettrica, mentre l’idoneità ai lavori sotto tensione aggiunge una capacità pratica riconosciuta dal datore di lavoro. Formazione aggiornata, esperienza documentata e procedure applicate sul campo fanno la differenza molto più di una sigla riportata su un attestato.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Una PAV può farlo solo se il datore di lavoro le ha riconosciuto una specifica idoneità ai lavori sotto tensione. Servono formazione, addestramento pratico, conoscenza delle procedure, capacità di usare attrezzature e DPI e affidabilità personale. L’idoneità deve riferirsi alle attività concrete e ai relativi limiti operativi, fino a 1.000 V in corrente alternata e 1.500 V in corrente continua.

No. Il corso documenta la formazione ricevuta, ma l’attribuzione di PES o PAV spetta al datore di lavoro, che deve valutare istruzione, esperienza e caratteristiche personali. Per l’idoneità ai lavori sotto tensione sono inoltre necessari addestramento pratico, procedure adeguate e una valutazione riferita alla mansione effettiva.

Una PES può organizzare e svolgere lavori fuori tensione e attività in prossimità di parti attive, applicando le procedure di messa in sicurezza. Una PAV può eseguire attività compatibili con la propria preparazione, ma in base alla complessità può essere necessaria la supervisione di una PES o la sorveglianza costante.

L’azienda deve verificare formazione, procedure operative, ruoli, modulistica, distanze di lavoro e istruzioni per la gestione delle emergenze. È opportuno considerare anche gli approfondimenti sull’arco elettrico e indicare con precisione nella nomina le tipologie di lavori e i limiti dell’idoneità.
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Autor Gabriele Parisi
Gabriele Parisi
Mi chiamo Gabriele Parisi e da 10 anni mi occupo di approfondire e divulgare tematiche legate all'edilizia, agli impianti e alle normative tecniche. La mia passione per questo settore nasce dalla volontà di rendere accessibili concetti complessi, aiutando professionisti e appassionati a navigare nel mondo delle costruzioni e delle installazioni. In prysmiancableapp.it, mi dedico a ricercare, verificare e presentare informazioni precise e aggiornate, con l'obiettivo di offrire contenuti chiari e utili che possano realmente supportare chi lavora in questo ambito o semplicemente desidera saperne di più. Cerco sempre di analizzare le tendenze, confrontare le diverse fonti e organizzare il sapere in modo che sia facilmente comprensibile.
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